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La storia della fecondazione assistita

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La storia della fecondazione assistita è una storia molto intricata e controversa, sia per difficoltà mediche che culturali. Nonostante nelle cliniche esistessero situazioni disperate, nei laboratori molti scienziati cercavano di scoprire i misteri della natura per quello che riguarda la riproduzione.

Infatti, già alla fine dell'800 sono stati fatti i primi tentativi di fecondazione in vitro con gameti di mammiferi (1878), l'inseminazione intrauterina con sperma di donatore (1884).
All'inizio del XX secolo sono stati scoperti i principali ormoni della fertilità: FSH, LH e HCG, il controllo ipofisario delle gonadi. Si è ipotizzato l'uso delle gonadotropine per la cura della sterilità.
Alla fine degli anni '60 due diversi gruppi di ricercatori non collegati tra loro (il gruppo di Edwards e Steptoe a Cambridge e quello di Lopata, Trounson e Wood a Melbourne) hanno cominciato a valutare la possibilità di fecondare ovociti umani "in vitro" per poi trasferire l'embrione nell'utero della madre; da qui il nome di Fivet (Fertilization in vitro and embryo transfer). L'idea originale era quella di risolvere il problema della sterilità tubarica non correggibile chirurgicamente, una delle cause più frequenti di sterilità coniugale.

La prima fecondazione in vitro di un ovocita femminile fu ottenuta a Melbourne nel 1973; il primo successo totale fu conseguito però solo nel luglio del 1978, quando in Inghilterra nacque Louise Brown, dopo un procedimento di fertilizzazione in vitro eseguito da Edwards e Steptoe.
Nel 1981 Trounson e Wood annunciarono di aver ottenuto una serie di gravidanze. La tecnica era già cambiata. Edwards e Steptoe prelevavano l'unico ovocita prodotto in un ciclo naturale; gli australiani invece stimolavano le ovaia con clomifene e gonadotropine, prelevavano e fertilizzavano numerosi ovociti e trasferivano 2 o 3 embrioni.
Nel 1982 Trounson annunciò la prima gravidanza ottenuta con gli embrioni congelati e l'anno dopo Peter Lutjen ottenne una gravidanza in una donna affetta da menopausa precoce utilizzando un ovocita donato da un'altra donna.
Poiché la chiesa cattolica condannava le fertilizzazioni in vitro fu presa in considerazione la proposta di Ricardo Asch (1984) di trasferire i gameti maschili e quelli femminili all'interno di una tuba, utilizzando la via laparoscopica e puntando sul fatto che il concepimento sarebbe comunque avvenuto all'interno del corpo della donna. Asch chiamò questa tecnica Gift (Gametes intra fallopian transfer).

Per migliorare la fertilità dei moltissimi uomini sterili, ha un significato clinico straordinario l'annuncio della prima gravidanza ottenuta con l'iniezione diretta di un singolo spermatozoo nel citoplasma di una cellula uovo (Gianpiero Palermo, 1992). Questa tecnica è chiamata Icsi (Intra cytoplasmic sperm injection). Quattro anni più tardi, tre nuovi annunci di notevole rilievo: Jan Tesarik ottiene una gravidanza utilizzando spermatidi (i progenitori immobili degli spermatozoi); la scuola di Bologna annuncia il primo di una lunga serie di successi ottenuti utilizzando il congelamento degli ovociti invece di quello degli embrioni; nasce Dolly, la pecora clonata e inizia la disputa sulla possibile clonazione dell'uomo.