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ICSI - Iniezione Intracitoplasmatica degli Spermatozoi

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La vera rivoluzione delle tecniche micromanipolative si deve ad un ricercatore italiano, Giampiero Palermo che introdusse direttamente uno spermatozoo all'interno dell'ooplasma, ottenendo una gravidanza e la nascita di un bambino sano e normale. L'annuncio di questa nascita risale al luglio del 1992. La tecnica è chiamata Icsi.

La ICSI (iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi) può essere utilizzata in caso di anomalie sia di tipo quantitativo che di tipo qualitativo e anche nei casi di ripetuto fallimento della fertilizzazione in vitro.
Prima di essere microinseminati, gli ovociti devono essere spogliati dalle cellule del cumolo e della corona radiata che li circondano. Successivamente vengono posti in incubatore per circa 3-4 ore e ricontrollati, prima di eseguire la microiniezione, per valutarne lo stato di maturità. La microiniezione viene effettuata in tutti gli ovociti morfologicamente normali che abbiano terminato la prima divisione meiotica. Fondamentali per la sua esecuzione sono le micropipette necessarie, la prima per tenere bloccato l'ovocita e la seconda per eseguire l'iniezione dello spermatozoo nel citoplasma.

Per stabilire la normalità di uno spermatozoo non ci sono in realtà molti criteri: la morfologia e la mobilità sono i due criteri fondamentali. Viene individuato uno spermatozoo mobile, lo s'immobilizza toccandogli la coda con la micropipetta, si aspira per la coda in modo tale che sia la testa ad entrare per prima nell'ovocita.
Al termine della microiniezione gli ovociti sono trasferiti in terreno di coltura e posti in incubatore. Circa 16-18 ore dopo gli ovociti vengono controllati al microscopio per valutare la presenza dei 2 pronuclei. La formazione degli embrioni è valutata 24 ore dopo: si osservano la forma e il numero delle cellule che li compongono.
Da questo momento in poi la tecnica è identica a quella della fertilizzazione in vitro semplice.

Alcune considerazioni sulla ICSI

Della tecnica di fecondazione in vitro ICSI si è temuto soprattutto il prelievo casuale dello spermatozoo che deve essere iniettato nell'ovocita, ma le preoccupazioni si sono oggi accentrate sul fatto che, con questa tecnica, riescono ad avere figli uomini affetti da sterilità genetica, che potrebbero trasmettere ai figli il loro stesso problema, se non addirittura anomalie genetiche più gravi. Le preoccupazioni che riguardano l'uso di spermatozoi immaturi sono giustificate dal timore di una incompleta inattivazione di geni atipici. Nella fusione con lo spermatozoo, che porta il suo corredo di materiale genetico nei cromosomi, possono verificarsi molti difetti. La maggior parte degli aborti avviene proprio a causa di anomalie cromosomiche.

Le altre tecniche di fecondazione assistita complesse sono: